Longbourne House, Jo Baker

Longbourne House di Jo Baker,
Einaudi, Super ET, 2016
Mi sarò chiesta circa un migliaio di volte quali risvolti avrebbe preso la storia dopo che Elizabeth e Mr Darcy erano convolati a giuste nozze assieme ai Bingley; per anni la mia immaginazione ha fatto scintille, immaginando anche solo un casto bacio tra i due innamorati. Poi Jo Baker scrive Longbourn House e non solo veniamo a conoscenza di uno stralcio di vita dei coniugi Darcy, ma scopriamo anche i retroscena di una vita a cui la Austen aveva appena accennato: quella della servitù. È Sarah, la cameriera di casa Bennet, ad essere infatti la protagonista di questo romanzo.
Il romanzo segue pressappoco le vicende di Orgoglio e pregiudizio, seppure vi accenni appena, in quanto sono quelle che coinvolgono Mrs Hill e la cameriera Sarah a ricoprire un ruolo fondamentale. La vita di Sarah è alquanto dura tra lo svegliarsi prima dell'alba, i giorni del bucato e i catini colmi di urina ed escrementi da portare al gabinetto, facendo attenzione a non rovesciarseli sui piedi. La melma, i geloni, le mani ruvide e arrossate sono all'ordine del giorno, fino a quando in casa Bennet non arriva James Smith, il nuovo valletto assunto da Mr Bennet. È una vera fortuna che questo giovanotto sveglio e lavoratore abbia preso impiego presso la famiglia in un periodo in cui gli uomini sono più necessari sui campi di battaglia, dove la minaccia di Napoleone incombe e semina tragedie, e quale onore per la padrona di casa poter affermare di avere un valletto maschio!
Ben presto Sarah si ritrova con molto meno lavoro da sbrigare, perché ci ha già pensato James, e nel frattempo impara per la prima volta ad osservare gli uomini con gli occhi di una donna e il mondo con quelli di un essere umano appena rinato. Eppure, le novità hanno un prezzo e niente e nessuno può dirsi privo di un passato. James dal suo passato sta scappando e Sarah del suo custodisce pochi ricordi; Mrs Hill ne ha uno che si porta da decenni sul groppone, desiderosa di poter tornare sui suoi passi e stringere al petto per sempre quel figlio da cui è stata costretta a separarsi.
Tra pranzi, balli e commissioni a Meryton, la storia personale della servitù di casa Bennet prende forma, s'intreccia e si snoda, in uno scandire del tempo che appare naturale al lettore come il trascorrere delle stagioni.
È stato, Longbourne House, davvero un bellissimo romanzo da leggere e che desideravo da tempo avere sul mio scaffale. Jo Baker ha stilato una versione più vera e cruda dell'universo austeniano, nel quale le signorine Bennet sono comparse alla cui esistenza Sarah paragona la propria. Mi ha fatto battere il cuore leggere il nome di Mr Darcy al di fuori di Orgoglio e pregiudizio, come se avessi incontrato un vecchio amico dopo anni che ero stata lontana da casa e questo fosse rimasto ad aspettarmi paziente. Ho apprezzato molto come gli eventi austeniani si incastrassero in quelli creati dalla Baker; leggere questo romanzo è stato come guardare la scena di un film e notare i particolari a cui nessuno avrebbe mai prestato attenzione, come piace fare ad Amelie Poulaine.
Cinque stelle per questo romanzo davvero avvincente e particolare, una lettura di cui ti aspetti già di conoscere l'effetto e che invece ti stupisce per la sua originalità.

Citazione preferita:
"Aveva la sensazione di esserci di più solo per il fatto di esserci per lui" (pag. 120)

Nessun commento:

Posta un commento