Persuasione, Jane Austen

Persuasione di Jane Austen, Oscar Mondadori 2011
Uno dei miei motti negli ultimi tempi è che ci vuole coraggio, in amore ci vuole un grande coraggio. Ci vuol coraggio ad imparare ad amare, nel rendersi conto di amare e di essere amati o di non esserlo affatto. Non riesco più a pensare all'amore separatamente ad una grande forza interiore, sarà perché nell'ultimo anno ho sofferto così tanto per la mia storia finita che ormai mi sento come una roccia. Ho sviluppato dentro me l'istinto della protezione per me stessa, che prima non avevo e sono stata frantumata a causa di questo, letteralmente fatta a pezzi. Adesso amo senza essere amata, è trascorso un anno e tanti anni passeranno senza che niente cambi. Quindi nel parlarvi di questo romanzo mi sento davvero commossa, perché le pagine di questo libro parlano di attesa, dell'amore che aspetta pur di essere nuovamente riconosciuto.
La famiglia Elliot sa poco dell'amore; appartiene alla nobiltà inglese, Sir Walter è infatti un baronetto che passa il suo tempo ad elogiare la propria posizione sociale e a leggere il Barenotage. Le sue tre figlie, Elizabeth, Anne e Mary sono completamente diverse tra loro: Elizabeth, in seguito alla morte della madre, ha ereditato il suo ruolo di signora nella gestione della casa e affianca il padre in una vita più costosa di quanto possano permettersi; Mary ha sposato l'uomo che un tempo corteggiava Anne, Charles Musgrove, figlio di un proprietario terriero. Entrambe vanno molto fiere del proprio rango e disprezzano chiunque ne sia al di sotto.