Indivisibili


Mi chiedo spesso cosa sarei disposta a fare per mio fratello. La domanda sembra semplice, altrettanto la risposta: tutto. Farei di tutto per mio fratello, ma tutto è riduttivo, allora questa domanda assume toni difficili e risposte impossibili. L'amore per il proprio fratello o sorella vola oltre il bene comune e diventa radice solida, sradicabile. Io ed Eugenio siamo gemelli eterozigoti, nati lo stesso giorno e vissuti fianco a fianco fino ad ora, condividendo le stesse lotte, gli stessi suoni che ci svegliano al mattino e le stesse paure che ci fanno addormentare di notte. Un film come Indivisibili non poteva non lasciarci sconvolti.
Indivisibili è la storia di due gemelle siamesi napoletane, appena diciottenni. La loro bellezza e la loro condizione le espone agli occhi di tutti, ma è un requisito indispensabile per la loro carriera di cantanti, che frutta alla famiglia un bel mucchio di soldi facili, facendo delle due un fenomeno da baraccone, due corpi in uno che la gente vuol toccare perché dicono "porti fortuna".
I genitori sono due persone abiette, uniti solo per il guadagno e schiavi dei loro vizi squallidi. Il padre, autore delle canzoni interpretate dalle due ragazze, è un uomo vile, rozzo e triste; la madre è una donna debole, accusata dal marito di essere la causa dell' "handicap"delle figlie per il suo vizio di bere anche durante la gravidanza. Alla nascita delle due bambine e durante la crescita, la possibilità che potessero subire un'operazione e dividersi si era già palesata, ma i due genitori scelgono di non dare credito a questa opzione e sfruttare il meraviglioso talento delle figlie.
Dasy e Viola arrivano ai diciotto anni convinte che un'operazione potrebbe solo ucciderle e credono quindi di dover vivere per sempre attaccata l'una all'altra senza avere la possibilità di vivere una vita normale. Entrambe sono da sempre tenute in una capsula di ingenuità che non permette loro di vedere come stanno davvero le cose nel mondo, rendendole incapaci di capire quel che è giusto o sbagliato, e tenendole lontane da quelle che sono le abitudini di due normali ragazze adolescenti. Un giorno, però, un dottore riferisce loro che, non avendo organi in comune ed essendo in effetti due corpi distinti, un'intervento chirurgico è più che possibile ed efficace. Hanno in comune soltanto le emozioni, le sensazioni, tanto che se una mangia troppo all'altra viene il mal di pancia.
La visione della vita cambia per entrambe: Dasy scoppia di felicità per un prossimo futuro individuale, libera dalla costante presenza di sua sorella; Viola muore di paura in prospettiva di una vita separata per sempre da Dasy. Nonostante tutto, però, entrambe vedono nell'operazione l'unica opportunità di porre fine allo sfruttamento a cui tutti sottopongono il loro corpo e rendere ancora più indivisibile e indistruttibile l'amore reciproco, un amore potente, disperato.
Il dramma di Dasy e Viola fa da soggetto nella rozza realtà della criminalità di una terra che tenta inutilmente di rialzarsi da questo scempio, poiché guadagna persino con la vita di due ingenue ragazze. Non c'è rimedio, esiste solo la disperazione e l'esasperazione.
Il film si apre con le due sorelle stese a letto, mentre Dasy si tocca tra le gambe con un espressione sognante sul volto. Sin da questa primissima scena mi è parso evidente il desiderio che, in fondo al proprio cuore e nonostante l'amore che le unisce, entrambe provano di essere separate e bisognose di non essere spettatrice onnipresente della vita dell'altra. Quando scoprono che possono operarsi e dividersi, Dasy dice a Viola che lei vuol ballare, fare l'amore, perché lei è una donna. È stata la scena più toccante del film, senza contare quelle in cui l'amore sororale è così potente da lasciare senza fiato e quelle in cui la loro disperazione diventa quella dello spettatore e lo annienta.
Le emozioni provate durante la visione hanno subito un crescendo inevitabile, che andava di pari passo alla rabbia e all'esasperazione delle due sorelle. Ho pianto quando loro piangevano, a dirotto, come se tutto ciò che accadeva loro fosse parte anche della mia vita. In effetti potrebbe essere così, forse lo è davvero. Quando in un film mostrano una realtà che conosco, che vedo intorno a me quotidianamente, non posso fare a meno di sentirmi parte di quel che sto guardando o leggendo. Così quando il padre delle gemelle bestemmia e dà della puttana alla madre delle sue figlie, sembra di sentire il vicino di casa che dice lo stesso a sua moglie; quando Dasy di ribella al padre per avere i soldi necessari all'operazione, vedo me stessa che mi ribello un po' a tutti, stanca di sentirmi ripetere che non ho potere.
Questo film per me è indimenticabile e le lacrime versate sono essenzialmente frutto del "riconoscersi", riconoscere l'amore, le lotte, i sacrifici e un forte, incancellabile desiderio di liberazione.

1 commento:

  1. ciao, nuova fan (anche nella pagina fb); qui la mia ultima recensione; se ti va ti aspetto da me come lettrice fissa

    http://ioamoilibrieleserietv.blogspot.com/2017/09/recensione-serie-shadowhunters.html


    a presto

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