Indivisibili


Mi chiedo spesso cosa sarei disposta a fare per mio fratello. La domanda sembra semplice, altrettanto la risposta: tutto. Farei di tutto per mio fratello, ma tutto è riduttivo, allora questa domanda assume toni difficili e risposte impossibili. L'amore per il proprio fratello o sorella vola oltre il bene comune e diventa radice solida, sradicabile. Io ed Eugenio siamo gemelli eterozigoti, nati lo stesso giorno e vissuti fianco a fianco fino ad ora, condividendo le stesse lotte, gli stessi suoni che ci svegliano al mattino e le stesse paure che ci fanno addormentare di notte. Un film come Indivisibili non poteva non lasciarci sconvolti.
Indivisibili è la storia di due gemelle siamesi napoletane, appena diciottenni. La loro bellezza e la loro condizione le espone agli occhi di tutti, ma è un requisito indispensabile per la loro carriera di cantanti, che frutta alla famiglia un bel mucchio di soldi facili, facendo delle due un fenomeno da baraccone, due corpi in uno che la gente vuol toccare perché dicono "porti fortuna".
I genitori sono due persone abiette, uniti solo per il guadagno e schiavi dei loro vizi squallidi. Il padre, autore delle canzoni interpretate dalle due ragazze, è un uomo vile, rozzo e triste; la madre è una donna debole, accusata dal marito di essere la causa dell' "handicap"delle figlie per il suo vizio di bere anche durante la gravidanza. Alla nascita delle due bambine e durante la crescita, la possibilità che potessero subire un'operazione e dividersi si era già palesata, ma i due genitori scelgono di non dare credito a questa opzione e sfruttare il meraviglioso talento delle figlie.