Mansfield Park, Jane Austen

Mansfield Park di Jane Austen,
Newton Compton Editori, 2011
Quando la famiglia Price si ritrova in disastrose ristrettezze economiche, gli  zii Sir Thomas e Lady Bertram decidono di accogliere in casa la loro piccola nipote Fanny. Ella viene inserita in un ambiente completamente diverso da quello di casa sua e viene a contatto con l'eleganza e la ricchezza. Cresce insieme ai suoi cugini Tom, Edmund, Maria e Julia e non gode della considerazione che meriterebbe. Soltanto Edmund le è vicino e grazie alla sua presenza Fanny riesce comunque a sopravvivere in un ambiente piuttosto ostile nei suoi confronti e a far crescere le sue virtù. Sente molto la mancanza di suo fratello William, il quale ha intrapreso la carriera di marinaio.

Fanny deve fare i conti con un costante confronto con i suoi ricchi cugini, in particolare a causa della sia Norris, che le ricorda quotidianamente la sua condizione di ospite, lodando e viziando i nipoti Bertram, in particolare Maria. In generale, zia Norris viene presentata come una donna che disprezza gli esseri inferiori, di cui ella stessa fa parte per il suo carattere meschino. Vorrebbe essere considerata alla pari della famiglia di sua sorella, Lady Bertram, gettando nel fango quella della signora Price, la sorella che ha scelto la strada sbagliata. Dal canto suo, Lady Bertram è una donna perennemente annoiata, che si cura più del suo cane che dei propri figli, i quali si ritrovano a crescere in un limbo in cui vige l'indifferenza e la svogliatezza materna e la rigidità paterna. Sir Thomas tenta infatti di correggere le mancanze di sua moglie e di sua cognata, perché non vuole crescere i suoi figli come degli inetti e persone vuote, ma l'unico modo in cui riesce ad imporsi è mostrandosi severo, allontanandoli. I figli, infatti, vedono nella figura del padre un uomo da temere, nei confronti del quale è impossibile mostrarsi per quelli che sono davvero. Sir Thomas non può vedere i veri sentimenti che animano i cuori dei suoi figli. In questo modo, Maria e Julia, sotto l'influenza di zia Norris, diventano ragazze vanitose e altezzose e Tom un irresponsabile. Soltanto Edmund presenta un carattere molto più incline ad ascoltare la sua coscienza e di fatto non si lascia trasportare dal cattivo carattere di sua zia.
Quando Sir Thomas deve partire per Antigua, lasciando la casa per un lungo periodo, l'attesa liberatoria per questa partenza è quasi palpabile. Una volta lasciata la sua casa, Sir Thomas lascia anche i suoi figli senza controllo. Questi ultimi si sentono in diritto di scatenare le proprie inclinazioni e le loro passioni. Nel vicinato arrivano anche i due fratelli Crawford, Mary ed Henry, ospiti della loro sorella, la signora Grant. Il legame tra i Bertram e i Crawford diventa di giorno in giorno più intimo, tanto che Edmund e Mary iniziano a frequentarsi.
I due fratelli nascondono un indole poco nobile: Mary non accetta che Edmund voglia intraprendere la carriera di sacerdote ed Henry corteggia le due sorelle Bertram, nonostante Maria sia già promessa ad un altro. Mary è una ragazza sfacciata, poco incline a rispettare le convenienza sociali, Ma Edmund ne è comunque attratto e questo addolora Fanny, la quale prova nei confronti di suo cugino un trasporto che va oltre la parentela.
Gli animi si riscaldano ancor di più quando i giovani decidono di allestire uno spettacolo teatrale in casa, trovando il modo di nascondere dietro la recitazione i loro veri sentimenti. Ma il testo teatrale è un vero scandalo ed Edmund e Fanny non possono fare a meno di opporsi. La libertà provata in questo lungo periodo, in particolare durante le prove dello spettacolo, viene bruscamente interrotta dal ritorno di Sir Betram che, infuriato, distrugge tutte le aspettative dei giovani, riportando a galla la frustrazione e l'oppressione. Egli resta colpito dal comportamento mostrato da Fanny e comincia finalmente a prendere in considerazione sua nipote sotto una luce diversa e la incoraggia ad accettare la corte di Henry Crawford, quando quest'ultimo si pone l'obiettivo di conquistarla per puro divertimento e finisce invece per innamorarsene sinceramente, grazie alla gentilezza e alla dolcezza che sono propri del cuore di Fanny. Lei però non può accettarlo, i suoi sentimenti non glielo permettono, e suo zio, contrariato, la rimanda a casa, dove spera possa rendersi conto dell'opportunità che ha perso rifiutando un uomo che poteva darle una posizione sociale che altrimenti non avrebbe mai ottenuto.
Al suo ritorno a Mansfield Park gli eventi si rivoluzionano. Fanny ormai non è più soltanto una semplice ospite, accolta in casa per carità, ma rappresenta la figura virtuosa a cui un cuore sincero può rivolgersi. Il suo legame con Edmund si fa ancora più forte, ed entrambi comprendono di essere innamorati.
Mi è stato necessario leggere questo romanzo più di una volta per riuscire a comprenderne la complessità, perché di fatto ritengo che non sia un romanzo semplice. È ricco di avvenimenti che inducono alla riflessione, in particolare quella parte del romanzo che mette chiaramente in luce l'importanza che ha per i giovani il potersi esprimere, essere lasciati liberi di essere chi vogliono, poiché l'oppressione li conduce soltanto a commettere gesti sconsiderati. Ritrovarsi improvvisamente senza briglie è pericoloso tanto quanto lasciare che per un'intera vita essi si sentano stretti in una morsa insopportabile. È un romanzo che fa riflettere sulla gioventù, sul ruolo dei genitori e dei parenti, che molto spesso dovrebbero essere delle guide tanto quanto le madri e padri.
Fanny è uno dei personaggi austeniani il cui spirito ho sentito molto affine al mio, sebbene una donna possa sempre, in un certo senso, rispecchiarsi nelle eroine di Jane, in quanto mostrano difetti e pregi comuni a tutte, affiancate però da caratteristiche proprie del personaggio. La dolcezza e la gentilezza di Fanny sono contagiosi, in seguito alla lettura non ho potuto fare a meno di pensare che potrei essere di giorno in giorno una persona migliore, se imparassi a sopportare le umiliazioni della vita con lo stesso coraggio e la stessa forza di volontà di Fanny.
Edmund, invece, il caro eroe maschio del romanzo, mi è inizialmente parso come il tipico uomo che di fronte alla sfacciataggine femminile cede, dimentico di tutte le altre virtù che come al solito sono proprio lì al suo fianco, impersonate dalla donna che gli è vicina da sempre. Mary infatti è la sua tentazione, quella che lo spinge a mettere in discussione tutti gli ideali che fino ad ora è riuscito a portare avanti senza alcun problema. Come ogni uomo, resta affascinato dalla femminile spontaneità di Mary, ma questa nasconde anche una natura che è ben lontana da Edmund e presto egli se ne rende conto.
Assieme ad Emma, Mansfield Park è il romanzo di Jane Austen di cui sento parlare con più disprezzo, ma vi assicuro che ogni sua opera porta in sé un carico di consapevolezze che è buono e giusto scoprire.

Citazione preferita:

"Tutti noi abbiamo una guida migliore in noi stessi, se solo la volessimo ascoltare, piuttosto che in altre persone." (pag. 271)

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