giovedì 11 maggio 2017

Ragione e sentimento, Jane Austen

Ragione e sentimento di Jane Austen,
Fabbri Editori, 1999
Una semplice promessa avrebbe dovuto assicurare a Mrs Dashwood e le sue tre figlie Elinor, Marianne e Margaret un futuro sereno, ma la morte di Mr Dashwood segna invece l'inizio di un presente difficile, con il lutto nel cuore e le tasche vuote. Le quattro donne si ritrovano a dover abbandonare la loro casa, l'amatissima Norland, per trasferirsi in un piccolo cottage nel Devon, alle prese con le ristrettezze economiche tenute a bada dalla responsabile Elinor. Nell'ultimo periodo della loro permanenza nella loro casa, prima che questa passi definitivamente nelle mani dell'erede maschio, Jhon Dashwood, figlio che Mr Dashwood ebbe dal precedente matrimonio, madre e figlie impacchettano i ricordi e si preparano a trasferirsi altrove con essi.  
È difficile doversi abituare ad una vita lontana dagli agi, ma la vicinanza e l'affetto di parenti e amici sinceri rende la permanenza al cottage felice. Elinor ha portato con sé l'amore impossibile per Edward Ferrars, custodito nel cuore e tenuto a bada dalla mente, mentre Marianne, già musa dell' amore più intenso e maturo del colonnello Brandon, s'innamora perdutamente di John Willoghby, un giovane dai modi adorabili e con un cuore apparentemente fatto su misura per Marianne.
Il legame tra Marianne e John cresce di giorno in giorno, tanto da destare negli altri il sospetto che siano segretamente fidanzati, ma d'improvviso John va via, lascia il Devon e Marianne vede partire con lui anche il suo spirito vitale, la sua passione. Si spegne e, accanto a lei, anche il cuore di Elinor è oppresso da un amore che deve reprimere, consapevole che non sarà mai suo.
L'intera storia di questo romanzo mi affascina, mi prende l'anima in una stretta morsa, ma la scuote dolcemente. Ha dell'incredibile il come sia rimasta, ad ogni rilettura, sempre più felicemente incastonata in tutta la passione che le pagine di questo romanzo emanano, perché secondo me è proprio di questo che si parla...passione. Dopotutto, il titolo spalanca un portone sui temi centrali di questo romanzo, la ragione e il sentimento, perfettamente incarnate dalla razionale Elinor e dalla romantica e appassionata Marianne.
Elinor, da figlia maggiore, si assume la responsabilità della sua famiglia in un momento delicato come la morte del padre e, nonostante incontri l'amore, deve scontrarsi con le tangibili ragioni che la portano inevitabilmente e reprimere i suoi sentimenti, a soffrire in silenzio e prestare l'orecchio a delle confidenze che le spezzano il cuore. Legata com'è al senso di responsabilità e alla ragionevolezza, non si lascia andare, non piange, e chiude in uno scrigno i suoi sentimenti. Dal canto suo, Marianne è per natura uno spirito passionale e schietto, troppo romantica e sensibile per riuscire a reprimere anche solo un battito di ciglia. Vive sinceramente le sue passioni, vive con ardore e con ardore desidera essere amata. Si ammala di un amore che l'abbandona e cieca sfugge alle braccia di un uomo pronto a prendersi cura di tutta la sua voglia di vivere.
Tuttavia, in uno slancio di verità, ragione e sentimento trovano l'esatto momento in cui incrociarsi e invertire i ruoli. È una fase del romanzo, questa, particolarmente toccante e significativa per me, che più di una volta ho goduto la lettura di come Elinor, sciolte le corde con cui lei stessa aveva annodato il suo amore al cuore, agitata e fuori di sé dalla gioia, finalmente piange per l'inaspettata conquista di un uomo che credeva perduto per sempre e di come Marianne, la cui passione impetuosa è stata placata ma non assopita dalla malattia, riesce finalmente a rimuovere quel velo dagli occhi che non le permetteva di distinguere i lineamenti dell'amore sinceramente e spontaneamente suscitato nel colonnello Brandon, e a ricambiare lei stessa questa passione ragionevole e matura.
Il mio amore per questo romanzo trova soprattutto fondamento nel legame intenso tra le due sorelle, che dista anni luce dall'amore provato per un uomo ed è puro, semplice, profondamente sincero. Quando Elinor rivela a Marianne quali sono state le sue pene, quest'ultima, in precedenza totalmente immersa nel suo dolore per l'indifferenza di Willoghby, non può fare a meno di avvertire lei stessa la sofferenza di sua sorella, abbracciando più che mai la sua anima. Ancor più devota è la reazione di Elinor quando, al ritorno dal soggiorno a Londra, teme che Marianne stia per morire, un momento in cui è sola con sua sorella, lontana dalla madre, ancora una volta responsabile per qualcosa più grande di lei, ma che è in grado di fronteggiare per tutto l'amore che prova per Marianne che, a differenza di quello nei confronti di Edward, non va celato.

Citazione preferita:

"[...] perché quando le romantiche esaltazioni di una mente giovanile sono costrette a battere in ritirata, quanto spesso vengono sostituite da opinioni anche troppo triviali e altrettanto pericolose." (pag. 63)

2 commenti:

  1. Ciao! Devo ammettere che non ho mai letto il romanzo (mea culpa) ma ho semplicemente trovato meraviglioso il film con Emma Thompson e Kate Winslet! Cercherò di recuperare :-)

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    1. Si, ti consiglio di integrare la visione del film con il romanzo,anche se il film è davvero fedele. Inoltre, c'è anche la miniserie della BBC che ti consiglio altrettanto ;)

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